[No comment]

Il 13 gennaio di quest’anno noialtri di PdS si è avuta la brillante idea di scusarci con voi per il silenzio e addirittura ci si è prodotti in una specie di ‘dichiarazione d’intenti’ scrivendo addirittura che “il 2015 avrebbe visto PdS arrivare sulle strade”….

AHAHAHAH!

Lo staff di PdS è stato colpito da vari pianoforti in caduta dal settimo piano… lavoro, casa, famiglia, amici, salute, Gigi D’Alessio, l’Expo, JeSuisLaQualunqué ed ecco quello che è successo veramente.

Pedala pedala...

Pedala pedala…

Ci siamo rialzati ed eccoci, infatti, qui.  Vista l’ingloriosa fine delle nostre intenzioni del 2015, per correttezza non diremo NULLA DI NULLA.

NO COMMENT.

Faremo parlare i nostri post o il nostro silenzio.

Quindi: a presto!

La pista ciclabile di Viale delle Milizie – 6 mesi dopo.

Il 24 giugno 2014, Pedalate sui Denti proponeva a tutti i suoi lettori una rapida panoramica della pista ciclabile di Viale delle Milizie, pubblicando alcune foto del manto stradale.

Qui trovate il link all’articolo anche se sarebbe più indicato che ve lo cercaste tra le nostre pagine… ma non si dica mai che PsD non ha a cuore il comfort dei suoi lettori.

Per venire incontro ulteriormente alla vostra innata pigrizia, vi mostriamo anche la foto che avremmo voluto voi vedeste.

Giugno 2014

Giugno 2014 – Pista Ciclabile Viale delle Milizie

 

Ebbene, a distanza di sei mesi siamo ritornati su questa ciclabile con il nostro apparato fotografico per documentare lo status del manto stradale a distanza di sei mesi e di un autunno.

La sorpresa è stata massima quando abbiamo ritrovato la ciclabile in modalità romantica.

Eccola qua, sei mesi dopo.

Romanticoni...

Romanticoni…

 

Ed ecco come appare la suddetta pista per biciclette dalla visuale della ruota e del vostro piede. O come la vedrebbe il vostro cane bassotto.

 

Se faceste l'amore sdraiati sull'asfalto della ciclabile, ecco come vi apparirebbe.

Se faceste l’amore sdraiati sull’asfalto della ciclabile, ecco come vi apparirebbe.

 

C’è una parte di noi che crede fermamente che lo stato della ciclabile sia voluto… Tipo la risposta capitolina al Tunnel of Love di Klevan, Ucraina. Poroshenko nun te temo!

Tornando a noi… È o non è la ciclabile più romantica d’Europa?

Sempre a lamentarvi state…

 

p.s.

B-B-B-BREAKING NEWS!!!

Questo articolo è stato scritto nella giornata del 13.01.2014 e pubblicato un giorno dopo. Nel frattempo su Twitter si è scherzato con altri ciclisti capitolini e si è fatta girare la seconda foto che trovate nel post in tweet e retweet nei quali tra gli altri è stato menzionato anche @romafaschifo.

Be’, a distanza di qualche ora dai tweet, casualmente abbiamo visto questo sulla bacheca facebook di Roma Fa Schifo

Manco un 'grazie per la segnalazione fotografica... niente proprio...

Manco un ‘grazie per la segnalazione fotografica… niente proprio… Ma nemmeno insulti tipo: Pedalate Sui Denti fa Schifo! Niente. Di. Niente.

 

Ora: se il processo contro Ulbricht di Silk Road dovesse concludersi con una condanna, allora basterebbe un qualunque .jpg per documentare e certificare anche la supercazzola più ardita in questioni davvero importanti come i traffici illeciti e lo stato di diritto, perciò figuratevi voi in una questione come l’uso di foto di una ciclabile a Roma…

Nonostante questo, abbiamo le prove della nostra autenticità, per quello che conta…

Attenzione: noi la fonte la citiamo 😉

 

Non vi sfugge proprio nulla eh?! Ma 'n c'avete 'na casa, 'na famija?

Ecco, ora già che ci siete, followateci anche su Twitter, to’: @PedalateSuDenti (la ‘i’ non c’entrava)

 

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The page you have requested is blablabla...

The page you have requested is blablabla…

Oggi ci siamo alzati di buon ora, con la nebbia fitta manco fossimo a Polesine Parmense. Non che ci dispiaccia, in fondo già verso le 9:15 il sole splendeva ben alto nel cielo, azzurrissimo, e comunque andare in giro per Roma con la visibilità ridotta dalla nebbia a noi fa un po’ piacere.

La nebbia cerebrale del mattino invece si è diradata solo dopo il terzo caffè, il primo preso in ufficio. Yawn.

Quando il sole ha cominciato a spledere sulle circonvoluzioni cerebrali e la visibilità dei neurotrasmettitori è tornata a livelli normali ci siamo detti: “andiamo un po’ a vedere come se la passa la simpatica paginetta fb che sta facendo tanto parlare di sé”. (Senza far riassunti, basta leggere qui e qui)

Abbiamo trovato questo:

F5 F5 F5

F5 F5 F5

La pagina è stata probabilmente cancellata dall’amministratore stesso. Personalmente non riteniamo che Facebook abbia cancellato la pagina, visto che mancavano i presupposti tecnici per la rimozione coatta.

Potremmo sbagliarci, chissà.

Siamo provocatoriamente grati all’amministratore della fu pagina fb “Investire…” per aver mostrato ancora una volta quanto astio nutra l’automobilista medio nei confronti di chi si sposta in bicicletta. Non parliamo della pagina stessa e del suo creatore ma di quanti abbiano espresso in quel luogo virtuale la loro rabbia verso chi gli impedisce di rombare a 90 km/h tra un semaforo e l’altro.

Il che dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno visto che a questo scopo basterebbe contare i morti sulle strade, l’urgenza di riflessioni serie e soprattutto di azioni da parte delle istituzioni su come cambiare la cultura della mobilità di questo paese che ad oggi si basa sulla legge del più forte, su come lavorare per fermare lo stillicidio di vittime sull’asfalto e su come formare, fin dalle scuole, persone che sulla strada siano coscienti, resposnabili e civili.

Almeno sulla strada eh…

CVD, ovvero Refreshing ‘Soffiare sul fuoco ciclabile’.

Si è alzato un discreto polverone sulla pagina fb della quale parlavamo tre giorni fa in questo post.

Articoli come questo, condivisibili ma un po’ ingenui nella conclusione, riflessioni che entrano un po’ più nel merito, e a latere chi ha urlato allo scandalo, chi ha mandato segnalazioni a redazioni di quotidiani, e non sono mancati di certo coloro che hanno sciorinato interi alberi genealogici per testimoniare la propria parentela con i più alti gradi della polizia postale.

Ovviamente a noi sembra tutto comprensibile e non ci troviamo niente di sbagliato. A parte le parentele con i commissari della polizia postale, è chiaro 🙂

Forse c’è stata un po’ troppa esagerazione, magari sarebbe stato meglio ignorare del tutto la pagina…

Tra le altre cose, ora l’amministratore della simpatica paginetta già dichiara che i ciclisti gli hanno rotto il giocattolo.

 

Volevo un gatto nero... tu me l'hai dato bianco e con te non gioco più.

Volevo un gatto nero, nero, nero. Tu me l’hai dato bianco e con te non gioco più.

 

Insomma, sembrerebbe che… abbiamo scherzato, abbiamo giocato.

C’è chi non è stato al gioco, chi non ha compreso la vera portata della pagina ovvero un pessimo scherzo per giunta mal riuscito. Comprensibilmente visto che chi si è inalberato rischia la vita ogni giorno pedalando su strade popolate da tanti arroganti e ignoranti al volante e che viene  ‘tutelato’ da un codice della strada che lo considera alla stregua di un Limo Hummer.

C’è chi invece al gioco c’è stato fin troppo, a tal punto da confonderlo con la realtà.

Ecco ciò che ha ci fatto scattare la molla e pubblicare il post che abbiamo linkato all’inizio di questo, dove scrivevamo “…Siamo incazzati neri, al solo pensiero che i più di tremila beoti che han messo mi piace leggano nel titolo della pagina una sorta di esaudimento concettuale dei loro più beceri sogni di auto-sauro-mobilisti…”

 

CVD

CVD

Non è l’unico ovviamente. C’è anche di peggio.

Te c'hanno mai mandato a quer paese? Sapessi la gggente che ce sta...

Te c’hanno mai mandato a quer paese? Sapessi la gggente che ce sta…

Spin that shit bro’…

Scopa!

Scopa! (nel senso delle carte)

 

A essere comprensivi verso l’amministratore della pagina si potrebbe pensare mentre si leggono certi commenti: “ecco questo è il solito imbecille che guarda il dito quando si indica la luna”.

A essere persone con un briciolo di responsabilità delle proprie azioni, si dovrebbe pensare che in fondo le segnalazioni, l’indignazione, persino le urla allo scandalo non erano proprio fuori dalla grazia di dio.  Persino le urla, che a noi non piacciono particolarmente.

Le dichiarazioni di parentela con i questori della polizia postale invece no.

Quelle vanno evitate così come le sportellate.

Soffiare sul fuoco ciclabile.

“Investire ciclisti che non usano la pista ciclabile.”

 

Non è il claim pubblicitario di un nuovo modello di SUV.

Non è un emulo italiota di L.W.

Non è il terzo segreto di Fatima.

Non è una strofa mai prodotta del Giocajouer.

 

È il nome di una pagina facebook aperta il 09 ottobre e tutt’ora ‘alive and kicking’, con un’immagine di copertina quantomeno icastica.

 

"Ao ao, ciocca quer ciclista f'ori da'a prefernziale." "Anvedi ao', pija 'n po er mitra?!"

“Ao ao, ciocca quer ciclista f’ori da’a ciclabbbile.”
“Anvedi ao’, sta fori de bbrutto. Pija ‘n po er mitra che mo’ se divertimo?!”

 

Tecnicamente parlando non si può non riconoscer loro che effettivamente se su un tratto di strada c’è una pista ciclabile, noialtri pedalatori la si deve percorrere obbligatoriamente.

Poi chiaramente subentra il ragionamento, la logica, l’intelligenza, financo il buon senso… e parte la bestemmia e la segnalazione…

Vi rimettiamo il link alla pagina, con la sola preghiera di non mettere ‘mi piace’ (nemmeno per ricoprire la pagina di insulti, cosa magari liberatoria lì per lì ma profondamente inutile e stupida) né interagire in alcun modo con essa. Per ovvi motivi legati alla struttura dell’internets e dei facebooks.

Siamo sicuri del resto che a lettori attenti, aitanti, atletici, bellosguardo, simpatici e sexy come voi basti una sola raccomandazione.

 

Chiudiamo con questa amara riflessione: l’ironia è una delle poche cose che rendono la vita degna di essere vissuta. Ameremmo vivere in un mondo nel quale anche chi rischia la vita quotidianamente per spostarsi in bici e vivere la città possa ridere di cose come questa.

Anzi, il fatto che noi non si possa ridere di questa pagina ci fa proprio incazzare, altroché. Siamo incazzati neri, al solo pensiero che i più di tremila beoti che han messo mi piace leggano nel titolo della pagina una sorta di esaudimento concettuale dei loro più beceri sogni di auto-sauro-mobilisti. Siamo incazzati neri perché tra quei tremila beoti c’è sicuramente qualcuno magari un po’ meno forte caratterialmente cui questa pagina non trasmette un messaggio ironico ma una sorta di giustificazione, di sdoganamento, quasi di invito a bassa intensità all’investimento del ciclista. Siamo incazzati neri perché abbiamo tutti fresca nella memoria la sorte degli ultimi due ciclisti capitolini (uno e due) che non pedalano più con noi PER COLPA di automobilisti che, evidentemente, considerano ‘esseri umani’ solo coloro che si spostano su quattro ruote.

 

Tiramisù incivili e panini violenti. Roma – Catania 1 a 1.

Nel weekend appena trascorso due notizie in particolare ci sono saltate agli occhi.

Due notizie che dal punto di vista del contenuto sembrano distanti 798km, ovvero la distanza (del percorso stradale) che separa le due città teatro di questi due avvenimenti. La nostra opinione è che in realtà ci sia una forte connessione tra i due pasticciacci.

Quanto è piccolo il mondo.

Quanto è piccolo il mondo.

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Chi ce l’ha fatto fare?

Pedalate sui Denti nasce in un appiccicoso pomeriggio di inizio giugno e va online dopo la metà del mese, con grande gioia incosciente dei due autori.

Senza annoiarvi con sproloqui sulle nostre vite e i nostri valori (i curiosi e gli stalker possono appurarsi sulla nostra identità cliccando su queste parole che non a caso sono evidenziate), vi basti sapere che noialtri ci si ritiene persone abbastanza razionali e ben lontane dall’essere affascinati da pseudoscienze, impressioni, Grandi Narrazioni, suggestioni e credenze irrazionali.

Palantir

Just say: NO!

 

Per capirci: Continua a leggere

Mater stultorum semper gerentes.

Parcheggiare da stronzi.

Succede, ogni giorno. Non solo nella nostra città. Ovunque sulla terra ci sia un agglomerato urbano con conseguente abbondanza di automobili, lì c’è qualcuno che parcheggia da stronzo.

Ovunque.

Germania paese civile.

Germania paese civile.

Perché?

Chi parcheggia da stronzo non guarda in faccia a niente e nessuno, si fa beffe dei posti riservati a portatori di handicap e del buon senso.

In Soviet Russia, car parks you.

In Soviet Russia, car parks you.

 

Sarà l’automobile a modificare il gene che sovrintende le abilità parcheggiatorie dell’individuo? È colpa dell’auto se una personcina per bene, e che magari saluta sempre, si trasforma in un parcheggiatore stronzo?

Siamo tutti portati a pensarla così.

Ma ci sbagliamo.

Pedalate sui Denti espande gli orizzonti delle vostre coscienze… il parcheggiatore nasce stronzo e pratica la sua stronzaggine in modo direi democratico, a prescindere dal mezzo che usa.

Stronzo a pedali.

Stronzo a pedali.

Ce ne entravano almeno altre quattro…

Vieni a destra, cretino

In queste settimane, ma a dire il vero gira da luglio sulle pagine dei social, è frequente vedere post con il meme “Dite ai ciclisti che possono salvare il mondo anche leggermente più a destra”.

Ciclisti leggermente più a destra
Chi ne ha fatto un meme lo ha scopiazzato da un tweet datato 07/07/2014 di tale Fabio Yolo, che presumibilmente ne è l’autore originario. Il meme campeggia sia in profili che lo trovano divertente sia in quelli che lo reputano offensivo e superficiale, ma a noi che non abbiamo il complesso del ciclista “sotto attacco” tutto sommato fa sorridere.
Fa sorridere perché se la battuta invita a prendersi un po’ meno seriamente di quanto fanno alcuni amici su due ruote è tutto sommato divertente, e non va a lambire neanche lontanamente quella consapevolezza che questo movimento spontaneo e pulviscolare di persone che si rompono le palle dei motori e cominciano ad inforcare biciclette, prima o poi, vincerà. (Daje!)

Non so se la battuta si riferisca in particolare ai ciclisti sportivi su strade extraurbane che, contravvenendo al codice stradale pedalano in gruppo a mò di tappa pianeggiante e non in fila indiana, ostacolando il passaggio delle auto, (ma un ottimo articolo che segnala ambiguità della regola e del fenomeno in generale è stato pubblicato dall’ottimo Benzina Zero) resta il fatto che automobilisti die hard, culoni flaccidi e scettici della bici lo vanno interpretando in senso estensivo ed inequivocabile: “i ciclisti si devono levare dalle palle”.

Pedalando giorni fa verso casa, erano le 19.15 circa, pensavo a questa cosa e percorrendo Viale Aventino (una via non certamente tra le più strette a Roma) mi son trovato di fronte alla seguente situazione che si ripete ad onor del vero tutte le sere.

Auto in doppia sosta su Viale Aventino

Come si vede dalla foto, dall’incrocio con Via di San Saba fino a via Aventina è una fila di auto parcheggiate in seconda fila che rende molto pericoloso il passaggio delle bici. A conferma di ciò notate la distanza tra la Lancia che percorre la carreggiata e la Mini Cooper in doppia sosta: in quello spazio dovrebbe poter passare una bicicletta senza intralciare la corsia alle automobili, molto probabilmente rischiando l’osso del collo se malauguratamente si aprisse lo sportello dell’auto parcheggiata in doppia fila.

A Roma, quando non ci sono ciclabili da percorrere, la sportellata è l’uomo nero, il babau dei ciclisti.

Non ho trovato statistiche relative alla città di Roma e all’Italia (almeno non ne sono stato capace, qualora ne foste a conoscenza vi prego di postare postare il link nei commenti) sulle cause di incidente tra auto e biciclette, ma ho trovato questo interessante studio sulla città di Toronto in cui l’apertura degli sportelli in maniera inappropriata (al di là della sosta in seconda fila…a scuola guida ci insegnano che bisogna guardare lo specchietto laterale prima di aprire lo sportello…) è fra le primissime cause di incidente con ciclista coinvolto. Parlando con qualsiasi ciclista che utilizza le due ruote in città riceverete conferma del fatto che questa è davvero una minaccia sempre incombente.

Dunque accettiamo di buon grado l’ironia, ma guardate che quando non ci spostiamo più a destra è perchè non possiamo 🙂