Ciclisti nell’ombra in una Roma nel tunnel.

Imboscati?

Spariti?

Nascosti?

Morti?

Ritorniamo dalla tomba pedalando.

Ritorniamo dalla tomba pedalando.

Molto impegnati.

Siamo spariti in modo tattico durante le feste, senza un post, senza un tweet, senza niente di niente. Che ci volete fare, andremo anche in bici a Roma ma teniamo famiglia.

Nel frattempo sono successe un monte di cose che ci riguardano, tra cui il macello di Mafia Capitale (non vi linkiamo nulla, dovete fare da soli), Trenitalia che cancella l’abbonamento bici+treno e la conseguente mobilitazione per riattivarlo (qui il link c’è), il bellissimo progetto di pedonalizzazione di Via Urbana che sta riscontrando consensi e qualche fegato spappolato e, last but not least: è girata anche qualche voce che vorrebbe rimesso in gioco il controsenso ciclabile nel nuovo CdS abbada ao’!

Che bella questa strada riconsegnata alle persone che la rendono viva!

Che bella questa strada riconsegnata alle persone che la rendono viva!

Quante cose!

Ad ogni modo mentre tutti si rimpinzavano di torrone, tacchino, pandoro e panforte, sguazzando dentro piscine di prosecco e champagne a buon mercato, noialtri di Pedalate sui Denti non stavamo mica a guardare… abbiamo preso la bici per il manubrio e non solo ci siamo prodotti nella prima pedalata ufficiale di PdS, ma abbiamo anche partecipato alla Critical Mass di venerdì 26.12.2014 .

Pedalate sui Denti @ Critical Mass December, Rome - 26.12 - Vittorio Square.

Pedalate sui Denti @ Critical Mass December, Rome – 26.12 – Vittorio Square.

 

Perché il 2015 sarà l’anno in cui Pedalate sui Denti si vedrà sulle strade.

Quindi: bentrovati e… stay tuned… 😉

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Ciclisti a Natale: la minaccia della pochette

follia in strada

Questa signora ci sta indicando qualcosa

Per il ciclista urbano il Natale, ovvero qualche giorno di festa con relativa tranquillità e possibilità di fare qualche giretto con meno traffico in strada, è davvero un momento propizio. Le settimane che lo precedono però costituiscono un pericolo non da poco!

Il traffico in città in questi giorni di acquisti natalizi è davvero incontrollabile. La frenesia di portare a termine il task più complesso dell’anno, ovvero comprare regali per tutti senza ridursi all’ultimo momento e con l’illusione di aver speso poco, porta molti automobilisti a vivere con scellerato agonismo questi momenti.

Non sono però soltanto i soliti energumeni del volante a prestare servizio in questa squadraccia natalizia: in queste settimane si affacciano prepotenti varie figure, dalla signora sola al volante con sigaretta accesa e telefono rigorosamente non attaccato agli auricolari che ti ringhia dal finestrino, all’attempato guidatore della domenica, che abituato a livelli di traffico più blandi impazzisce regalandoci perle di rara nequizie stradale. Tutti accomunati da un solo, comune obiettivo: trovare il set pochette, bagnoschiuma, crema idratante di marca a 4,99€ e risolvere una volta per tutte questo problema che è Natale.

Pedalate notturne di fine estate

illuminazione della bici ad albero di natale

A settembre, dopo il surreale svuotamento estivo, si torna a pedalare in città, fra le strade di Roma, la città eternamente in coda.
Tra immondizia, scooter che sfrecciano perché in ritardo per le riunioni di gabinetto e automobilisti sclerati che fumano smartphone mentre parlano con la sigaretta ricomincia la lotta per la libertà sulla strada.
I ciclisti salveranno il mondo? Probabilmente no, soprattutto se sono gli stessi maleducati che in auto e con qualsiasi altro mezzo ignorano ogni regola del codice stradale e del buon senso.
Ad ogni modo la temperatura in questo mese fa si che dopo il lavoro venga voglia di non tornare subito a casa ma di chiamare gli amici, incontrarsi da qualche parte per una bevuta e farsi una bella pedalata notturna, accesi come alberi di natale perché la sicurezza non è mai troppa, ma felici 🙂

Controsenso.

Il nuovo codice della strada in lavorazione regala  disillusioni e arrabbiature ai ciclisti man mano che si procede verso la ratifica.

L’ultimo (speriamo non solo in senso temporale) bingo è arrivato l’altro ieri quando è stato ammesso un emendamento presentato da Scelta Civica che prevede la cancellazione del controsenso ciclabile nelle strade a limite di velocità massimo di 30 km/h.

Poi dice che uno pedala sul marciapiede…

In pratica, si voleva fare in modo che un ciclista che percorre in senso vietato una strada minore (con limite di 30km/h) avesse tutto il diritto di farlo, con tutte le tutele in caso di incidente.

Bene, da ieri, grazie agli onorevoli Roberta Oliaro (@RobertaOliaro) , Paolo Vitelli (@VitelliPaolo) e Andrea Vecchio (@andreavecchio39), scordatevi che questa buona norma venga mai messa in pratica. Per lo meno fino al prossimo codice stradale.

Cattivi, cattivi ciclisti. Per voi niente caramelle, né canzoni.

Momenti difficili di un ciclista urbano.

Quante volte pedalando per le strade della città vi siete detti: ecco, adesso sono cazzi.

Ci sono dei momenti nella giornata di un ciclista urbano che rappresentano un vero crocevia; un’interpretazione sbagliata può infatti significare una rovinosa caduta, un incidente doloroso.

Di seguito cercherò di fare una disamina il più obiettiva possibile di questi momenti.

 

dog cyclist

Prima della pioggia (ciclista vs automobilista)

Quando il cielo si annuvola carico di pioggia, e magari qualche innocua gocciolina d’acqua è già caduta sull’asfalto, le mosche cominciano ad agitarsi e a mordere i malcapitati.
A noi ciclisti delle mosche importa davvero un fico secco perché in movimento riusciamo ad evitare almeno questo inconveniente, ma il rituale assolutamente deprecabile è quello che vede gli automobilisti comportarsi proprio come le mosche: si imbizzarriscono, cominciano a guidare in maniera ancora più nervosa del normale, i loro lineamenti facciali diventano bestiali, moschini, come Jeff Goldblum in “La Mosca” del maestro Cronenberg.
Prima, seconda, frenatina “sennò ti metto sotto e poi sbrigati no!? Che fai, ancora qui stai? Guarda che ti faccio passare ma poi si mette a piovere e mi si bagna la macchina, ti sbrighi?! Sbrigati mannaggia tua sorella che prima un pedone è voluto passare sulle strisce e aveva pure l’ombrello! Dai!!!”.

 

Prima della palestra (ciclista vs smart)

E’ suonata la campanella e un giorno di lavoro è finito. La signora con la smart sfreccia per le strade della città incuneandosi nelle file, smarcandosi negli incroci trafficati, surclassando in agilità i mezzi più ingombranti. Il suo obiettivo è arrivare in orario a quella maledetta lezione di step: e di solito ci arriva.
Capita però che talvolta, in quei percorsi pelaspecchietto , in quei contromano innocui, in quei rosso/arancione” molto più arancione che rosso ma che sei daltonico!” la smart trovi sulla propria strada una bicicletta, molto simile a quelle che stanno in palestra, ma con inedite funzionalità.
La signora con la smart è assolutamente terrorizzata dal seguente pattern: mi fermo e si spegne il motore, poi tutti suonano il clacson, io perdo la calma e la macchina non riparte più.
In sintesi non si può pretendere che la signora con la smart ci faccia passare, questa va evitata con attenzione, soprattutto dove ci sono auto parcheggiate in seconda fila la consuetudine è che debba fare il pelo agli specchietti , e non c’è spazio per la nostra bicicletta! Nel migliore dei casi la signora con la smart non fa passare e fa il cenno di scusa con la mano, mentre con l’altra impugna il telefono che sta adoperando per confermare la sua fondamentale presenza alla lezione di step.

 

Dopo la sbornia (ciclista vs tramviere)
Siete ciclisti, chi mai vi fermerà per farvi il palloncino! Per cui se avete bevuto come spugne quale migliore medicina può esservi se non una bella pedalata fino a casa godendo del vento estivo in faccia?
Ma si, alla fine ve ne state sulla destra della carreggiata con andatura da balenottera e potete fare anche qualche scorciatoia, tipo imboccare via dei Reti a Roma prima che passi il tram…ma tanto, ma quando passa il tram a Roma, di notte poi?!
E quindi si va, con una sicura sterzata si gira dalla tiburtina passando con grande sicurezza sopra le rotaie girando verso via dei Reti, ed ecco un sinistro rumore di ferraglia sfrigolare dietro di noi con incedere inesorabile; puntuale e giusto come un servizio al cittadino deve essere.

La lingua secca, il polmone affannato ed il cuore che comincia a contare tempi dispari: forse abbiamo sbagliato, forse questa strada è troppo stretta per un tram ed una bici che interpreta con un maldestro zig-zag la linea retta.
Il tramviere non è uno qualsiasi: è uno che va al deposito. Non ha neanche passeggeri che possano testimoniarne la condotta irregolare. Il tramviere è Dio: può disporre della nostra vita a suo piacimento e ha l’alibi della nostra idiota ubriachezza.
Tuttavia egli è uomo al di sopra delle nostre paranoie, suona quel ferro vecchio che con grande ironia gli è stato fornito in dotazione, ci affianca, ci manda semplicemente a affanculo e se ne va. Di noi gli rimarrà quell’espressione da imbecilli, grati per non essere stati piallati sui binari.

Cinque tipi di pedone da evitare.

[Continua da Parte 1: Una Panoramica]

La breve panoramica effettuata nella Parte 1 ci ha consentito di individuare quale sia il principale nemico di tutta la categoria dei ciclisti, ovvero il pedone.

Se si considera che ogni essere umano su questo pianeta è un potenziale pedone, il numero dei potenziali nemici supera quota sei miliardi (6.000.000.000), è pertanto d’uopo operare una successiva distinzione tra le principali categorie di pedoni, al fine di proseguire verso l’agognata meta del riconoscimento preciso e univoco dei nemici della circolazione a pedali.

Pedone professionista.
La sottocategoria di pedoni più Continua a leggere