Ciclisti urbani in erba.

Bambini e bicicletta sono due concetti se non contigui o adiacenti, per lo meno vicini.

A dimostrazione empirica possiamo anche ricordare la citazione di H.G. Wells.

La bicicletta è il primo vero e proprio veicolo che un bambino può guidare in autonomia. Questo rende il velocipede un giocattolo ‘del cuore’ per la quasi totalità di bambini. Magari pedalano ancora con le rotelle, magari nel bel mezzo di una salita a pendenza ridicola si fermano settando il viso sulla modalità ‘broncio’ e rifiutandosi di pedalare oltre, ma la bicicletta rimane comunque un oggetto magico che di colpo li solleva dalla loro subalterna condizione di esseri umani diversamente adulti e li equipara ai grandi.

Pedalando tra gioco e realtà.

Pedalando tra gioco e realtà.

TUTTI i bambini sono ciclisti in erba. Tutti senza esclusione.

Ovvero: tutti i bambini diventano ciclisti. Se possono vivere in condizioni ottimali, per lo meno.

In “condizioni ottimali” vuol dire:

dal punto di vista macroambientale vuol dire crescere in un paese senza conoscere l’incubo della guerra, della fame, del lavoro minorile, crescere in un paese provvisto di un sistema scolastico che funziona, e altre condizioni diciamo macroambientali.

dal punto di vista microambientale vuol dire crescere tra le cure di genitori (o di chi ne fa le veci) senza problemi psichiatrici seri, che si occupano davvero di loro e che, soprattutto, pedalano con loro.

Pedalare con i bambini, andare in giro in bicicletta con i propri figli, è fondamentale per far sì che quell’esserino umano non appenda mai la bicicletta al chiodo. È un discorso di esempio e di modello.

Pedalare con tuo figlio è pedagogia pura. Soprattutto se non ci si limita a farlo al parco.

Pedalando con il proprio papà o la propria mamma, un bambino comincia a guardare alla circolazione stradale in modo più sicuro e soprattutto consapevole. E lo fa nel modo migliore per lui: giocando. Tutte le raccomandazioni e i comandi di spostamento diramati per farlo stare attento alle automobili si depositano nel cervello del virgulto ciclista e lì si sedimentano, con effetti apprezzabili anche quando va a piedi.

Il bambino considera le automobili in modo diverso, capisce più consapevolmente qual’è la loro pericolosità, ma senza temerle eccessivamente. Perfetto, direi.

Last but not least: girare in bici con il proprio figlio offre un ottimo assist per cominciare a dispensare elementi di codice della strada. Se non lo fa la scuola, almeno a casa…

Se un bambino ha già la fortuna (perché tocca dirlo: è una fortuna, innegabilmente) di nascere nelle condizioni macro e microambientali di cui sopra… se fa trenta, o genitori, fategli fare trentuno… andate in giro in bici con lui/lei.

Fa bene a voi, fa bene a lui, ma fa bene anche a tutti quanti.

Annunci

Rispondi sui Denti

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...