Ciclisti urbani in erba.

Bambini e bicicletta sono due concetti se non contigui o adiacenti, per lo meno vicini.

A dimostrazione empirica possiamo anche ricordare la citazione di H.G. Wells.

La bicicletta è il primo vero e proprio veicolo che un bambino può guidare in autonomia. Questo rende il velocipede un giocattolo ‘del cuore’ per la quasi totalità di bambini. Magari pedalano Continua a leggere

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La bicicletta di lunedì… che passione!

Oh come mi piacerebbe che i lunedì lavorativi cominciassero dopo pranzo…

Si potrebbe avere a disposizione un weekend rinforzato, si avrebbe più tempo per riposarsi e allo stesso tempo si libererebbe la domenica da quel velo di malinconia che la contraddistingue. La domenica sarebbe una specie di bis del sabato, aria pura da respirare prima di ritornare alle miniere di sale.

Moltissimi di noi passerebbero il lunedì mattina a letto, avvoltolati nelle coperte. Chi da solo, chi con il/la suo/a amore.

E allora…

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Manca solo la colazione a letto...

Manca solo la colazione a letto…

 

Dopo la colazione ci si dovrebbe vestire in fretta per sbrigarsi ad andare a lavoro… del resto è il terzo giorno di fila che si dorme la lunga e ci si è abituati già alla lentezza… e invece no! Di corsa in strada! Arraffa solo le cose più importanti e esci di casa via!

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Sbrigati sbrigati che fai tardi.

Sbrigati sbrigati che fai tardi.

Le meravigliose acrobazie in bici di Lilly Yokoi

Bene, qui non si tratta di descrivere alcunché, si tratta semplicemente di ammirare il talento.

Forse qualcuno di voi conosce già l’artista/acrobata in questione, ma per me che la vedo per la prima volta tutto ciò è assolutamente incredibile.

La ballerina giapponese Lilly Yokoi in questo gradevolissimo video scovato su Youtube esegue alcuni numeri in bici abbastanza incredibili all’interno del varietà televisivo The Hollywood Palace nel 1965. Questo programma ABC aveva un presentatore diverso ogni settimana, in questo caso è addirittura l’attrice Joan Crawford che presenta questo show andato in onda il 9 ottobre 1965.

Nel corso degli anni 60′ e 70′ Lilly Yokoi era considerato il più grande acrobata del mondo in bicicletta, conosciuta come “The Ballerina On The Golden Bicycle.”

Non provate a fare quello che vedete in questo video…almeno, non fatelo coi tacchi!;)

Pedalare il lunedì a Roma.

Con questo diluvio ci vuole proprio un grosso incentivo per uscire di casa con la bicicletta.

Fosse solo l’acqua che scende a scoraggiare il ciclista urbano capitolino a spostarsi in bicicletta… buche che si aprono, affamate di forcelle… tappeti di foglie pronti a far scivolare il mondo sotto alle ruote… il solito SUV minipenieno che alza tsunami d’acqua sporca e fangosa e li fa infrangere su tutti coloro che hanno commesso il peccato mortale di trovarsi vicino a lui in quel momento (“Roma è così grande, non capisco perché dovete circolare proprio vicino al mio Hummer”)

Eppure anche in un giorno piovoso come questo lunedì 17 novembre per strada si vedono tante biciclette, stamattina ne ho fotografata una.

 

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Ah, se tutti andassero a 30 km/h...

Ah, se tutti andassero a 30 km/h…

 

Dopo il comprensibile sbigottimento, proseguendo nel tragitto verso l’ufficio ho incontrato una mia amica, anche lei in bici e con lei ho percorso amabilmente via Boncompagni – direzione piazza Fiume – tra una risata e una chiacchiera. All’altezza dell’incrocio con via Romagna, la mia compagna di strada ha rotto la forcella entrando in una minivoragine.

Niente panico, siamo ciclisti urbani. Capitolini per giunta, e quindi abituati a forature, forcelle spaccate, insulti di varia natura e dotati dell’attrezzatura minima necessaria a riparareil nostro mezzo. Per lo meno quel tanto che basta a ritornare a casa prima di portare la nostra bici “dar biciclettaro”.

Ma oggi… senza nemmeno avere il tempo di tirare fuori la sacca degli attrezzi, in men che non si dica è arrivato l’Angelo delle Forcelle, con la bici sostitutiva.

E che problema c'è, signori'?

E che problema c’è, signori’?

 

Cosa vi perdete continuando a usare l’auto…

Pedalo e metto la freccia.

In piena metà degli anni ’90, avevo sedici anni e giravo a Roma tra pieghe, penne e smarmittate in sella al mio F10 nero.

Altri tempi quelli.

Disfunzioni Musicali (via degli Etruschi + via dei Marrucini per l’usato) era il posto più fico sulla faccia della terra, i cellulari cominciavano a vedersi un po’ dovunque, internet era un luogo dell’immaginario, a piazza di Spagna giravano ancora punk e metallari e, last but not least, in giro c’erano molte meno biciclette di oggi.

Ore e ore passate a spulciare e ascoltare dischi spaziali.

Ore e ore passate a spulciare e ascoltare dischi spaziali.

 

Il mio bellissimo F10 Malaguti nero-smeraldo era un mezzo di tutto rispetto. Basso, compatto, veloce, equipaggiato di frecce direzionali, insomma a parte il raffreddamento ad aria, non aveva nulla di che invidiare agli scooter plasticoni e pseudo evoluti che vanno in giro oggi giorno.

Le frecce anteriori erano piccoli faretti rotondi, giallo mandarino, che mi davano la sensazione di essere un utente della strada di alta fascia. Capirete che in quanto abituato alle mie, al tempo brevi, pedalate in BMX ero fino ad allora stato abituato a segnalare i miei spostamenti allungando il braccio a destra o a sinistra.

Quindi il fatto di possedere delle frecce direzionali sul mio mezzo mi faceva sentire un navigato guidatore, un vecchio lupo di strada.

La marmitta rigorosamente bucata garantiva un'abbondante fornitura di accidenti e macumbe.

La marmitta rigorosamente bucata garantiva un’abbondante fornitura di accidenti e macumbe.

 

Eppure dopo circa un annetto che scorrazzavo sul mio F10 nero fiammante, cominciai a sentire la necessità di maggiore sicurezza nelle mie svolte. Le frecce rotonde giallo mandarino non mi soddisfacevano, sentivo che potevano non essere sufficienti a indicare agli automobilisti il mio cambio di direzione. Gli auto-sauri volevano la mia pelle, era ovvio.

Così ricominciai a usare le braccia.

Frecce direzionali + un bel braccio disteso e adesso… sperona tua sorella!

Da allora sono passati quasi venti anni. Il mio F10 riposa in pace ormai da lungo tempo e quel ragazzino che piegava sul Muro Torto e impennava a via Piccolomini ora pedala su e giù per i sette colli, sprezzante dei mille pericoli che la strada riserva ai ciclisti urbani.

L’esigenza di sicurezza è aumentata, sia per l’età avanzata che per il mezzo di locomozione, e se il braccio teso è rimasto, la freccia direzionale manca…

E come fo?

Monto due set di frecce, uno davanti e l’altro dietro? Come le ricarico? E se me le rubano?

Semplice: le frecce le monto SUI GUANTI!

Shut up and take my money!

Shut up and take my money!

 

Una vera e propria sciccheria per ciclisti urbani, frutto dell’intuizione del creatore e della campagna Kickstarter di fundraising, completata in brevissimo tempo.

Questa bellezza si attiva premendo due pulsanti in metallo posti tra indice e pollice, ha una batteria che dura molto più di quella del vostro smartphone ed è realizzata in materiali di alta qualità.

Sul sito istituzionale del produttore è possibile preordinarli a un costo tutto sommato ragionevole, dategli un’occhiata se avete due minuti (cliccando su queste parole non a caso evidenziate).

 

Tutti a destra… o – oooo

- Ao' la messa la freccia?  - Eee, e che so' 'n indiano?

– Ao’ l’hai messa ‘a freccia?
– Eee, e che so’ ‘n indiano?

 

Tutti a sinistraaaa… o – ooo

Quando gli auto-sauri stanno fermi in coda al semaforo... freccia a sx FISSA.

Quando gli auto-sauri stanno fermi in coda al semaforo… freccia a sx FISSA.

 

P.s.

Pedalate sui Denti è un’iniziativa senza scopo di lucro, i due gestori non percepiscono alcuna commissione sulla vendita degli articoli che trovate su questo blog e che vengono presentati a solo scopo informativo. Non abbiamo nessun rapporto con le aziende i cui prodotti trovate qui, NESSUNO.

I ciclisti del lunedì.

Grazie a dio è di nuovo lunedì e i nostri occhietti, ancora socchiusi e impastati dal sonno e dal vento che ci siamo presi pedalando verso il luogo di lavoro, sono pronti a spalancarsi davanti ai ciclisti del lunedì…

 

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Mi guardano tutti il sellino... ci sarà qualcosa che non va?

Mi guardano tutti il sellino… ci sarà qualcosa che non va?

 

E visto che con questo cielo Roma acquisisce un’aura un po’ vintage, ecco per gli/le amanti dei maschietti un ciclistone hipster (barba non inclusa).

 

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Ciao, mi sai dire dove trovo quel beer shop dove vendono quella porter al sapore di sughero ammuffito?

Ciao, mi sai dire dove trovo quel beer shop dove vendono una porter al sapore di sughero ammuffito?