Microchippati.

Abbiamo appena finito di microchippare la nostra bici.

Ovviamente non abbiamo inserito nessun circuito nella nostra amante a pedali. E dove l’avremmo dovuto inserire, poi? Semplicemente abbiamo registrato in rete la nostra bici associando il suo numero di telaio con il nostro account.

Conoscevamo il sito Archivio Bici e il servizio di registrazione biciclette (visitabili cliccando su queste parole non a caso evidenziate) da un annetto circa ma fin’ora non c’era mai passato per il gulliver di procedere.

Chissà perché poi… forse abbiamo esagerato con Orwell, Huxley e Zamjatin e paghiamo lo scotto delle nostre letture sotto forma di paranoia da controllo.

Forse passiamo troppo tempo sul web e viviamo sentendoci costantemente sotto l’occhio di un qualche controllo o controllore.

Questo libro è davvero consigliabile. Più o meno a chiunque.

Questo libro è davvero consigliabile. Più o meno a chiunque.

Boh, sinceramente non ci interessa granché, e chissà quanto importa a voi…

Quindi, ricapitolando: dopo un annetto da quando venimmo a conoscenza di Archivio Bici, oggi abbiamo deciso di procedere, pertanto abbiam creato il nostro bell’account e conseguentemente registrato il nostro velocipede.

Come probabilmente saprete se siete lettori attenti, gli autori del blog vivono a Roma, dove non è presente alcun servizio comunale di marchiatura bici, così come a Padova e in alre città sicuramente più bicyfriendly dell’Urbs Aeterna. Pertanto noi ciclisti capitolini possiamo avvalerci solo di servizi non istituzionali.

Perché registrare una bici? Per due motivi:  a) avere la possibilità di poter rintracciare la vostra bicicletta nel caso in cui siate vittima di furti De Sicaniani. b) permettere agli altri utenti di poter eseguire un controllo di precauzione prima dell’acquisto di una bici usata (c’è un bell’archivio di mezzi registrati che è possibile spulciare minuziosamente).

Archivio Bici nasce fondamentalmente per queste due ragioni. Il sito è essenziale ma molto usabile e funzionale, e non  si limita a questo ma ospita sezioni dedicate a documenti utili, video e sì: c’è persino un blog. Ah dimenticavo, Archivio Bici aderisce a Salvaciclisti Italia. Insomma, dateci un’occhiata se vi capita.

Booo!

Booo!

Se poi non avete proprio niente di meglio da fare, magari fatevi un giretto anche su questo altro sito, RuBBici, che ha un concept simile ad Archivio Bici. Simile ma non identico: se da una parte non è infatti possibile registrare il proprio mezzo a pedali, a differenza di Archivio Bici, RuBBici presenta la sezione “bici sospette” dove è possibile segnalare biciclette abbandonate o biciclette usate in vendita, la sezione “bici ritrovate” e un’altra interessante (ma anche un po’ preoccupante) sezione “luoghi sospetti”. In quest’ultima parte del sito, sono indicati suddivisi per città luoghi nei quali è probabile ritrovare biciclette rubate, sotto la voce Roma ad esempio sono riportati:

  1. Nei pressi del mercato di Porta Portese, p.zza Ippolito Nievo, domenica mattina: alcuni individui girano tra le bancarelle con le bici, alcune con scritto “vendesi”.
  2. “Mercatino degli zingari” alla vasca navale.
  3. Pressi di Piazza Fiume.
  4. Angolo tra via Tiburtina e via dei Marrucini: bici legate con cartelli vendesi.
  5. Via Angelo Bargoni.
  6. Tossici che bivaccano in via San Francesco a Ripa nel tratto dove trovi la piazzetta con la chiesa Ss. Quaranta, Trastevere.
  7. Pressi del cinodromo sabato e domenica mattina presto.
  8. San Giovanni, parco via Carlo Felice.

Ci auspichiamo che non accada mai che gruppi di fratelli ciclisti, diciamo così un po’ permalosi e distratti, organizzino ronde punitive verso i sopracitati luoghi. Rischierebbero tra l’altro di arrivare con mazze e bastoni e non trovare alcuna bici rubata…

Masnadiero, si vergogni, ora chiamo i gendarmi!

Masnadiero, si vergogni, ora chiamo i gendarmi!

Quanto a noi, ci siamo definitivamente consegnati al Big Cyclo-Brother, ora non siamo null’altro che una stringa di ‘0’ e ‘1’ in un mare di codici binari.

Ça va sans dire: qualora rimanessimo vittime del furto della nostra bici, vi faremo sapere su queste pagine se e quanto il servizio di Archivio Bici ci sarà stato d’aiuto.

Detto ciò, possiamo togliere le mani dalle nostre gonadi e cliccare su ‘Pubblica’.

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