La pista ciclabile numero 15 – altezza Viale delle Milizie.

1990, i mondiali di calcio arrivano in Italia.

Roma, come altre città, diventa un cantiere: stazioni ferroviarie sia nuove che ristrutturate, la famosa bretella che sgrava il GRA dal peso del traffico transitante, progetti per il futuro che cominciano (il cantiere Impregilo della metro A su via Baldo degli Ubaldi andrà avanti per almeno altri 8 anni) e tanta voglia di far apparire Roma come una capitale nord europea agli occhi del mondo.

Spunta anche, molto timidamente, la prima pista ciclabile ‘ufficiale’ di Roma. Ovvero la pista, cosiddetta ‘numero 1’, che parte da viale Angelico e arriva sino a Castel Giubileo. Pian piano compariranno appendici e corollari, tra cui il tratto in questione: viale delle Milizie.

Per chi proviene dalla riva sinistra del Tevere e oltrepassata piazza dele Cinque Giornate si trovi a percorrere contromano (occhio, eh?!) viale delle Milizie, dopo l’incrocio con via Lepanto, la “nostra” pista ciclabile appare come un miraggio salvifico.

(Nota per i ciclisti attenti a formalità come la corretta segnaletica che in una città come Roma sono decisamente fuori luogo: arrendetevi e traslocate in Germania)

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Si monta su, evvai.

Il primo impegno da affrontare è lo slalom tra il blob pedonale (composizione: 38% avvocati – 18% laureati in legge praticanti – 14% clienti di avvocati – 11% studenti del Liceo GinnasioStatale T. Mamiani – 10% militari – 5% pensionati – 4% turisti) che nel primo tratto risulta davvero ostico e pronto all’insulto.

PSD ProTip: fate molta attenzione alla composizione del blob pedonale, un’alta concentrazione di legulei rende molto rischioso e poco raccomandabile l’insulto, lo sputo, le grida e ovviamente l’aggressione.

Superato lo shock da contatto con il blob pedonale, va preso per le corna il vero problema di questa pista: il fondo stradale.

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Come potete osservare dai contributi fotografici, la pavimentazione di questo tratto della pista ciclabile ricorda le cosce degli obesi statunitensi dei programmi shock di Real Time. Una distesa di asfalto cellulitoso. Chi scrive è abituato a percorrere questo tratto di pista ciclabile pedalando in piedi, nella speranza di evitare quanto più stress possibile ai dischi della propria colonna vertebrale. Fate attenzione: il tratto di asfalto cellulitoso dura sino all’incrocio con via Leone IV/via della Giuliana. No hope, no future.

Questo tratto di pista ciclabile è del tutto sconsigliato da marzo a settembre a quanti soffrano di allergie stagionali: i platani di viale delle Milizie non temono alcun antistaminico.

Le insidie stagionali non si esauriscono con i pollini: da metà maggio sino a febbraio inoltrato, il fondo stradale è spesso ricoperto di foglie.

PSD ProTip: in caso di strada bagnata armatevi di pazienza e andate PIANO, per diana…

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Nel caso la vostra bicy-autostima riesca a far superare al vostro umore le pericolosissime insidie di questo tratto di pista ciclabile, potete godervi il vero valore aggiunto di questa ‘mini-route’: pendenza 0%. Durante la bella stagione, spunta un valore aggiunto extra: turiste in abiti succinti dall’incrocio con via Barletta in poi.

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Così, pedalando con tutta calma, schivando pedoni immobili, escrementi di cani che non raccolgono il padrone e scooteroni parcheggiati con audacia, siamo arrivati alla fine di questo geniale tratto di pista ciclabile. In rete si leggono notizie circa un suo prossimo prolungamento sino al mercato Trionfale (distanza ca. 70 mt dal punto finale), attendiamo fiduciosi.

Se per caso aveste delle foto eclatanti su questa pista ciclabile, siete gentilmente pregati di inviarcele, assieme al vostro nome. I vostri contributi verranno pubblicati previo controllo SFWity.  

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